lunedì 29 gennaio 2018

MUORE JOHN W. YOUNG, ASTRONAUTA LEGGENDARIO DELLA NASA




John Young's official astronaut portrait.
Credits: NASA / JSC


Il 5 gennaio 2018 è morto a Houston, all'età di 87 anni, John W. Young, un astronauta statunitense che è stata una vera e propria leggenda non solo per il popolo americano: l'unico astronauta ad aver volato in tre differenti veicoli spaziali della NASA: egli partecipò attivamente a due missioni Gemini (la nr. 3 e la nr. 10), a due missioni Apollo (la nr. 10 e la nr. 16, quest'ultima comandata e conclusa con allunaggio) e fu anche pilota di due missioni Space Shuttle (STS-1 ed STS-9). Della prima missione Space Shuttle, (12-14 aprile 1981) fu anche Comandante (con Robert "Bob" L. Crippen come co-pilota).

Originario di San Francisco (in cui nacque il 24 settembre 1930), dopo la scuola in Florida e gli studi universitari compiuti ad Atlanta (al Georgia Tech, diploma in ingegneria aeronautica nel 1952) e l'impiego militare in Guerra di Corea come pilota di caccia, fu scelto successivamente come astronauta della NASA, all'inizio degli anni'60 del secolo scorso. Young fu dal 1959 al 1962, anno di chiamata alla NASA, anche test pilot (cioè pilota collaudatore) per la U.S. Navy (Marina), da cui si congedò nel 1976 con i gradi di Capitano.

Le complicanze della polmonite che lo aveva colpito recentemente, hanno stroncato la sua vita nella sua casa, nei primi giorni di gennaio 2018. Fu Capo dell'Ufficio Astronauti fino al 1987. Dal maggio 1987 fino al febbraio 1996, Young lavorò come Assistente Speciale del Direttore del JSC (Johnson Space Center) per l'ingegneria, la sicurezza e le operazioni (Special Assistant to the Director of JSC for Engineering, Operations, and Safety). Si ritirò dalla NASA il 31 dicembre 2004.

Ecco come la NASA ha celebrato il suo pioniere dello Spazio:

https://www.nasa.gov/astronautprofiles/young/

6 gennaio 2018
"NASA Mourns the Passing of Astronaut John Young"

Durante la sua carriera operativa, nel 1973, divenne - come già detto - capo del corpo astronautico della NASA. Da sempre impegnato a migliorare e sensibilizzare la sicurezza dei voli spaziali, negli ultimi anni della sua vita John W. Young - oramai in pensione - si dedicò a promuovere la cultura della sicurezza dei voli spaziali e la cultura della sopravvivenza della specie umana, a rischio a causa dell'impatto catastrofico con i corpi celesti, come comete ed asteroidi: eventi rari se non rarissimi nell'arco di una civiltà, ma sicuramente dall'impatto potenzialmente devastante per un sistema sociale ed economico diffuso su scala globale. Nel maggio 1981 ricevette direttamente dal Presidente degli USA, Ronald Reagan - assieme al suo Vicepresidente George Bush - la Congressial Space Medal of Honor, la più alta onoroficenza conferita ad un astronauta, che premia chi si è distinto - fra gli astronauti USA - per i più alti sforzi meritori e per i suoi contributi apportati al benessere della nazione americana, e di tutta l'umanità.

Durante gli studi universitari giovanili di ingegneria aeronautica presso il Georgia Institute of Technology - il Georgia Tech - fu anche prescelto come membro di una segreta confraternita studentesca i cui riti di iniziazione erano riservati ("segreti"), chiamata ANAK SOCIETY (particolare biografico raccontato direttamente da egli stesso, nel suo libro autobiografico intitolato "Forever Young. A Life of Adventure in Air and Space", di John W. Young e James R. Hansen, pag. 21, University Press of Florida, 2012).

Il nome Anak deriva da un termine biblico, veterotestamentario per la precisione, che ha che fare con i figli di Anak, probabilmente la progenie dei cosiddetti Nephilim, di cui parla il Libro dei Numeri, quarto Libro del Vecchio Testamento (Bibbia) e della Torah ebraica (Numeri 13:22-33), quando racconta il resoconto degli uomini di Mosè ed Aronne, dopo l'esplorazione della terra di Canaan. Impossibile non cogliere il riferimento etimologico e la radice contenuta nel più antico sumerico Anunna, poi in accadico Anunnaki, creature "divine" adorate in terra mesopotamica migliaia di anni fa.

Citiamo direttamente dalla versione biblica della CEI:

"[33] ... vi abbiamo visto i giganti, figli di Anak, della razza dei giganti, di fronte ai quali ci sembrava di essere come locuste e così dovevamo sembrare a loro".


Numeri, Vecchio Testamento, Bibbia 
traduzione della Conferenza Episcopale itlaiana, CEI
Copyright © Conferenza Episcopale Italiana

http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__P3M.HTM

I discendenti di Anac (o Anak), sono dunque i cosiddetti Anakim. Altro termine biblico collegato a creature gigantesce è quello di Refa'im.
Ma la vita di John Young, eccezionale e valente pilota della Marina militare prima, ed astronauta della NASA poi, potrebbe (il condizionale è d'obbligo) nascondere alcune pagine di storia segrete, e che porterebbero altro merito e lustro alla straordinaria carriera di un cittadino americano che ha saputo comandare tre diverse navicelle spaziali, concepite in periodi storici diversi, della conquista dello Spazio?

Vediamo assieme alcuni necrologi dei più prestigiosi quotidiani americani:

"John Young, moon walker and NASA’s longest-serving astronaut, dies at 87"
di Matt Schudel, 6 gennaio 2018
https://www.washingtonpost.com/local/obituaries/john-young-moon-walker-and-nasas-longest-serving-astronaut-dies-at-87/2018/01/06/5ef1d15c-f313-11e7-b390-a36dc3fa2842_story.html?utm_term=.310dbd7f76bf

e

"Legendary astronaut and moonwalker John Young has died, NASA says"
di Marcia Dunn, Associated Press, 6 gennaio 2018
http://www.chicagotribune.com/news/nationworld/ct-john-young-dead-20180106-story.htm

In entrambi i titoli dei necrologi, si rimarca il suo ruolo storico come "moonwalker": camminatore/passeggiatore sulla Luna. 
Ne parlerò probabilmente in futuro - a tempo debito - perché ora mi sembra prematuro, visto il dolore vissuto in questi giorni dai suoi cari, amici ed ex colleghi, che lo ricordano con affetto ed ammirazione.

© Luca Scantamburlo
29 gennaio 2018

martedì 19 aprile 2016

Programma Spaziale Taurus. Comunicato stampa di Luca Scantamburlo, 10 aprile 2016

Il seguente comunicato stampa è stato da me divulgato in data 10 aprile 2016, presso il mio sito Web www.angelismarriti.it

http://www.angelismarriti.it/comunicati_stampa/progetto-taurus-luna1966.htm

Ho commentato il comunicato stampa in veste di relatore al III Convegno di Ufologia Città di Pomezia, datato domenica 10 aprile 2016, ed organizzato dalla d.ssa Francesca Bittarello in collaborazione con il C.UFO.M

IL PROGRAMMA SPAZIALE TAURUS:
ASTRONAUTI AMERICANI
SULLA LUNA NEL 1966
Comunicato-testimonianza di Luca Scantamburlo

Una missione spaziale militare precedette di tre anni la missione Apollo 11, che fu soltanto una messinscena?

Giornale dell'epoca celebra lo storico allunaggio di Apollo 11,
avvenuto il 20 luglio 1969 (prima pagina del Corriere della Sera, 21 luglio 1969).
Sullo sfondo libri di astronautica, citati in bibliografia, e fra quelli non citati:
Luna, di Michael Light, con un saggio di Andrew Chaikin (Mondadori) e
The History of Manned Space Flight, di David Baker (New Cavendish Books, Londra)
Studio privato di L. Scantamburlo. Foto 2016

Anni fa (2011) divulgai al pubblico un comunicato stampa inerente l'esistenza del cosiddetto Progetto SoleRosso ("Project RedSun"): un classificato progetto militare di colonizzazione di Marte che sarebbe stato portato a compimento da Stati Uniti d'America ed Unione Sovietica nell'ambito di una cooperazione internazionale, negli anni '70 del secolo scorso, in piena Guerra Fredda e lontano da occhi indiscreti. Cooperazione internazionale a livello scientifico già nota a suo tempo, ma che avrebbe avuto dunque un secondo livello (segretissimo) oltre a quello di dominio pubblico che condusse al noto Apollo Soyuz Test Project del luglio 1975 (pochi sanno che tale test nello Spazio era conosciuto come Apollo 18 in alcuni ambienti NASA). Nell'ultimo messaggio di corrispondenza elettronica (e-mail) che ebbi nell'estate 2010 con il mio privilegiato interlocutore europeo, prima fonte delle mie informazioni, oltre a fornirmi informazioni su tale progetto di esplorazione e conquista spaziale del Pianeta rosso (Marte), mi confermò anche i nomi dell'equipaggio della missione lunare Apollo 19 (ricordo che Apollo 19, stando alle testimonianze da me raccolte e analizzate sin dall'anno 2007, fu una missione riprogrammata dopo la sua cancellazione per motivi di budget, e che divenne una segreta missione "Orange", NASA-DoD (una "Missione Arancione", NASA-Dipartimento della Difesa), sotto l'egida americano-sovietica, e che ebbe un drammatico incidente nello Spazio nel febbraio 1976 nel tentativo di raggiungere la Luna per allunare sul lato nascosto). Il mio interlocutore europeo - con il quale da anni ho perso i contatti - mi confermò anche la presunta identità del Comandante di Apollo 19, da me già nota a causa della ammissione dello stesso protagonista.
Tale mia fonte da me denominata "bravoxsierra24", mi espresse anche alcune perplessità sui video diffusi in Rete nel 2007 e 2008 dal discusso individuo chiamato "retiredafb". Video e documenti in relazione alla missione Apollo 20 dell'agosto 1976 (poiché alcuni filmati erano stati, a suo dire, "pesantemente manipolati digitalmente"), ma mi confermò che le due missioni spaziali Apollo 19 e 20 erano avvenute realmente e segretamente nel febbraio ed agosto 1976. Egli mi diede anche ulteriori informazioni sulle già note e precedenti missioni Apollo della NASA, dando ragione ai sospetti già espressi da molti ricercatori e giornalisti di tutto il mondo (ricordo fra i più noti William "Bill" Kaysing attivo nei decenni precedenti - autore di Non siamo mai andati sulla Luna. Una beffa da 30 miliardi di dollari, Cult Media Net edizioni, 1997, traduzione di We Never Went to the Moon, sulla edizione USA 1987, ma pubblicato per la prima volta in USA nel 1976 - e più recentemente con le interviste ed indagini condotte dall'incalzante ed arrembante Bart Sibrel). Il mio interlocutore europeo definì la prima storica missione lunare come "la grande farsa dell'Apollo 11", a suo dire portata a termine con grande maestria da un "gruppo di scienziati, astronauti e strateghi militari" (questo, commentai io già allora, non implica necessariamente che gli Americani non abbiano messo piede sulla Luna in tempi e luoghi diversi da quelli dichiarati). Alcuni cenni da egli fatti alla sua vita lavorativa sembrarono indicare un trascorso di uomo in divisa, con le stellette, al servizio del Ministero della Difesa di uno Stato europeo (che omisi per limitare al massimo i dettagli sulla sua identità).
L'interlocutore della Rete chiamato "moonwalker1966delta" (Youtube, Google) con cui io rimasi in contatto per alcuni anni, dal 12 maggio 2008 fino al 30 luglio 2012 - poi ridenominato "John Moonwalker" nella comunità di YouTube e dichiarato Comandante di Apollo 19, ed ex astronauta dei Programmi Gemini ed Apollo - mi confermò, da me interpellato in proposito, le straordinarie rivelazioni di questa gola profonda europea che mi passò informazioni sul "Progetto SoleRosso". Anzi, molto stupito che io possessedessi tali informazioni molto riservate, egli volle aggiungere alcune cose sul programma spaziale americano. Decido finalmente di rivelarle al pubblico con il presente comunicato, giudicando che i tempi siano oramai maturi per una migliore comprensione delle zone d'ombra della storia della conquista lunare, e della conquista spaziale avvenuta sotto egida militare, avvenuta parallelamente a quella civile e scientifica. Sottolineo anche che John Moonwalker - alcuni mesi dopo le nostre comunicazioni a proposito delle missioni segrete su Marte - caricò in Rete nel 2012 un filmato in 16 mm che documenterebbe la seconda missione RedSun inviata su Marte (risalente al 1973, ed intitolata "ISV Columbus", cfr. canale YouTube di "John Moonwalker").
Decido oggi di uscire allo scoperto con le informazioni di cui sono stato messo al corrente anni addietro anche perché dall'estate 2012 ho perso qualunque contatto con "moonwalker1966delta" / alias "John Moonwalker". Se egli è realmente l'ex astronauta dei Programmi Apollo e Gemini che ha ammesso di essere con me - si avvicina oramai all'ombra del viale dei cipressi per ragioni anagrafiche (essendo più che ottantenne), anche se mi auguro viva ancora anni felici con la sua famiglia ed i suoi amici.
Si tratta di informazioni che potrebbero davvero mettere a posto numerosi tasselli di un mosaico storico estremamente complesso, che vide a suo tempo interessi geopolitici, economici, militari e di prestigio nazionale ed ideologico, sovrapporsi ed intrecciarsi in un groviglio difficile da dipanare. Vittima più o meno consapevole - come sempre accade in questioni di politica estera e di conflitto bellico "freddo" o "caldo" esso sia - fu ed è ancora oggi la verità storica. Il principale motivo per cui ho ritardato la loro divulgazione è dovuto ad una mia estrema prudenza, in quanto non solo vi ho riflettutto a lungo, ma ho anche atteso di meglio comprendere la validità o meno di altre informazioni di cui sono stato destinatario negli ultimi anni, e fornitemi da altri insider, alcuni dei quali ho anche incontrato di persona e che sembrerebbero - ma solo in parte - confermare il tutto. Alcuni di tali personaggi sono stati mossi da buona fede, altri probabilmente sono invece stati spinti da scopi non meglio identiticati, ma in ogni caso con l'obiettivo di depistarmi e screditarmi. In entrambe le possibilità, è evidente che la storia di Apollo 19 e 20, e del Progetto SoleRosso, ha a che fare con questioni di sicurezza militare, di pagine nascoste della storia dell'astronautica e di scoperte scientifiche rivoluzionarie, rimaste ancora inedite.
Con questo mio comunicato non voglio esprimere alcun giudizio morale, né accusare di essere menzogneri astronauti e cosmonauti, autorità civili e militari statunitensi e sovietiche, e dunque di aver mentito all'opinione pubblica mondiale. Come si vedrà dalle informazioni che presenterò nel contesto della testimonianza che mi è stata offerta, il quadro che emerge è complesso, e non necessariamente la probabile farsa dell'allunaggio di Apollo 11 fu soltanto una mera e colossale menzogna propinata ai mass media e ad oltre un miliardo di telespettatori degli anni '60 del secolo scorso. Il buon senso suggerisce che difficilmente i Sovietici avrebbero taciuto la cosa: evidentemente, un fondo di verità sull'allunaggio del modulo lunare Eagle, nel luglio 1969, doveva esserci. Ed infatti c'è ma in maniera davvero inaspettata, come vedremo.
Rilascio le seguenti informazioni anche alla luce della mia testimonianza offerta per il documentario video intitolato Packing for Mars (USA, 2015, Producer/Executive Producer Tonia Madenford, info: www.PackingForMarsMovie.com), diretto dal regista canadese Frank Jacob, in cui ho anticipato per sommi capi, e per la prima volta pubblicamente, quanto sto per divulgare.
Ecco le informazioni che "moonwalker1966delta" mi fornì nel marzo 2011 attraverso i nostri contatti di messaggistica YouTube, e che rivelo in dettaglio qui per la prima volta, usando il condizionale in quanto sono ovviamente necessari altri riscontri, testimonianze e controlli incrociati prima di - eventualmente - avvalorarne il contenuto:

- il "Programma Spaziale Taurus" ("Taurus Space Program") sarebbe il nome originale del programma spaziale lunare sotto egida militare USA che per primo approdò sulla Luna con un equipaggio umano, e che fu approntato parallelamente a quello ufficiale chiamato Apollo; Taurus fu portato avanti sin dall'anno 1962, e fu coronato con successo nel 1966;

- il razzo vettore della missione Taurus che avrebbe portato al primo sbarco lunare umano nell'anno 1966, fu un razzo denominato "Apollo D-2", della General Electric; tale razzo vettore diventò successivamente il celebre Saturno V, ma esso era già stato testato 4 volte prima di essere usato nel programma Apollo della NASA;

- l'allunaggio della missione Taurus del 1966 non avvenne nella cosiddetta "Base Tranquillità" (nel Mare Tranquillitatis, faccia visibile della Luna), ma in un altro sito di allunaggio (ignoro quale sarebbe stato prescelto);

- le ragioni di tale classificato programma spaziale militare, sarebbero da cercarsi nella "Space Race", la corsa allo Spazio delle due superpotenze USA ed Unione Sovietica: gli Americani erano spaventati da un possibile fallimento in diretta televisiva della missione spaziale Apollo, pertanto avrebbero deciso - con la complicità e con il consenso dei vertici istituzionali governativi - di presentare all'opinione pubblica un colossale inganno mediatico, una farsa, forti anche del fatto che vi sarebbe stato un allunaggio segreto statunitense ben prima che partisse la missione di conquista lunare Apollo 11 (datata, come noto, 16-24 luglio 1969);

- le immagini televisive di Neil Armstrong e Buzz Aldrin che toccano il suolo lunare il 20 luglio 1969, dopo lo sbarco del modulo LM chiamato Eagle (Aquila) della missione Apollo 11, non sarebbero state immagini di riprese effettuate e trasmesse in diretta, né ritrarrebbero il primo passo sulla Luna, né la discesa dalla scaletta del LM dei due celebri astronauti, ma sarebbero in realtà immagini di registrazioni video del reale primo sbarco sulla Luna, avvenuto nel 1966 da parte di 2 astronauti militari statunitensi (sulla cui identità non è mi è stato rivelato nulla), membri del suddetto Programma Taurus;

- Aldrin ed Armstrong partirono - assieme a Mike Collins - realmente per andare in orbita con Apollo 11, ma non avrebbero raggiunto la Luna e sarebbero rimasti in orbita fornendo comunicazioni radio e video false dalla loro navicella spaziale, e tutto ciò in accordo con i Russi, che furono informati della cosa, stando alla mia fonte;

- la mia fonte mi scrisse che esistono numerosi video in Rete che smontano le testimonianze video ed audio di Apollo 11: stando a quanto da egli confidatomi, il 95 % delle foto che attesterebbero la missione Apollo 11 sulla Luna, sarebbero state realizzate in uno studio/set fotografico e cinematografico, e l'audio degli astronauti dalla Luna sarebbe stato pre-registrato;

- sempre la mia fonte nordamericana e protagonista di Apollo 19 - "moonwalker1966delta", oggi solo "John Moonwalker" - mi confermò nel luglio 2012 quanto già avevo sospettato a riguardo della identità di "retiredafb", rivelandomi il suo nome e cognome autentici (Rutledge è il corretto cognome, mentre il "first name" differisce da quello divulgato in Rete da "retiredafb"), i quali si riferiscono ad un personaggio dalla ricca biografia militare, un veterano di guerra pluridecorato; ciò che non avevo compreso del tutto fu il ruolo giocato dall'individuo "retiredafb" utente di YouTube con cui mi confrontai per alcuni mesi in un serrato scambio di messagi privati; egli sarebbe stato una sorta di attore/impostore, il quale avrebbe recitato in Rete per alcuni anni la parte di un sedicente ex pilota di test di volo ed astronauta dell'USAF, forse in collegamento dall'Africa proprio come asseriva, e ciò facendo avrebbe così deliberatamente allontanato l'attenzione dal personaggio storico di nome Rutledge, residente invece negli USA, ed autentico Comandante della missione Apollo 20. Infatti il 6 luglio 2012 il Comandante di Apollo 19 mi confermò quanto sospettavo: "retiredafb" è stato una specie di attore che vive in Ruanda, e ciò è stato fatto per evitare fughe di informazioni non necessarie, per manipolare le reali informazioni esistenti e celate da decenni, secondo quanto stabilito nel progettare la fuga di informazioni (ignoro chi abbia concertato questa rivelazione di Apollo 19 e 20), mentre l'autentico Rutledge - Com.te di Apollo 20 - vive tuttora negli Stati Uniti D'America, da pensionato.
Naturalmente quest'ultimo dettaglio e rivelazione spiega anche alcune contraddizioni biografiche, dati fuorvianti, materiale video sospetto e contaminato con vecchie riprese di altre missioni, e gli aspetti linguistici sgrammaticati e non coerenti con un madrelingua angloamericano, tutte caratteristiche di "retiredafb" che dall'aprile 2007 sono state palesi a tutti, screditandolo sin da subito agli occhi della opinione pubblica.
Tornando invece alla presunta prima conquista lunare (programma spaziale "Taurus"), questi sono aspetti di contro-informazione difficili da digerire, che potrebbero essere liquidati come frutti di un complottismo di bassa lega. Ad esempio, rilevo come l'informazione secondo cui i 2 astronauti militari del Programma Taurus non allunarono nel Mare Tranquillitatis ma altrove, è in contraddizione non solo con la storia ufficiale, ma anche con le evidenze fotografiche prodotte nell'anno 2009 dalla sonda statunitense della NASA chiamata Lunar Reconnaissance Orbiter, in breve LRO, ed in orbita attorno alla Luna. Infatti La Lunar Reconnaissance Orbiter Camera fotografò con una risoluzione di 4 piedi per pixel proprio i siti di allunaggio delle missioni Apollo, e fra questi anche quello di Apollo 11 (luglio 2009), foto in cui è chiaramente visibile un oggetto metallico, abbandonato sulla superficie lunare, simile ad uno stadio di discesa del LM, e coerente con l'abbandono dello stesso alla partenza degli astronauti per fare rientro sulla Terra. Potrebbe darsi che - ammesso e non concesso che sia possibile - solo in un secondo momento qualcuno abbia deliberatamente lasciato cadere o schiantare sulla superficie lunare ammassi di metallo simili agli stadi di discesa dei moduli lunari impiegati nelle missioni Apollo fra il 1969 ed il 1972, e lì rimasti dopo il decollo degli stadi ascensionali del LM? Il tutto allo scopo di dare sostanza alla versione ufficiale della storia astronautica?
Nondimeno chiunque voglia esercitare il libero pensiero ed una critica onesta, non potrà esimersi dal riconoscere che una tale ricostruzione storica alternativa a quella ufficiale - per quanto difficile da accettare per ora senza altri riscontri, testimonianze e prove documentali - è in grado di mettere d'accordo sia chi afferma che siamo stati sulla Luna nei termini e nei tempi raccontati dalla NASA, sia chi contesta questa verità storica ufficiale, affermando che le missioni spaziali, ed in particolare la Apollo 11, non siano mai avvenute realmente con uno sbarco lunare. Tutto ciò spiegherebbe anche la strana uscita di scena di Aldrin ed Armstrong, i principali protagonisti dell'allunaggio di Apollo 11, i quali dopo pochi anni si ritirarono a vita quasi privata, concedendo raramente interviste, ed affrontarono sul piano personale numerosi problemi (in particolare Buzz Aldrin, alle prese con depressione ed alcolismo, poi fortunatamente risolti).
Il fatto che esista del materiale fotografico della NASA dubbio, non significa però che gli astronauti USA non siano sbarcati sulla Luna in tempi e luoghi diversi rispetto alla versione ufficiale (come molti ricercatori da anni sospettano). Come già da me sottolineato in passato, ritengo - viste le conferme indirette raccolte - che tale controversa testimonianza del Programma Spaziale Taurus sia degna di essere presentata al pubblico, e sia nel supremo interesse dell'opinione pubblica mondiale conoscerla, anche qualora vi siano soltanto alcuni fondamenti di verità. Per quanto sconcertante, non penso che essa possa mettere a repentaglio delle vite, né la sicurezza nazionale di alcun Stato coinvolto, essendo oramai trascorsi più di quarant'anni dai fatti di allora.
Naturalmente per salvaguardare le mie fonti, mantengo ancora il riserbo sia sul presunto Comandante di Apollo 20 (l'autentico Rutledge, non l'attore "retiredafb", che comunque è venuto in contatto con materiale ed informazioni che sembrano classificate ai massimi livelli), sia sul presunto Comandante di Apollo 19 (il quale ha già comunque fornito al pubblico più attento e preparato nell'ambito della storia dell'astronautica, sufficienti indizi ed elementi per comprendere di chi si tratti); mantengo anche riserbo - sempre per motivi legati alla deontologia ed alla protezione della fonte - sull'individuo europeo da me chiamato "bravoxsierra24".
Le parole del Comandante di Apollo 19 ("moonwalker1966delta") da me lette per il già menzionato documentario video di Frank Jacob (Packing for Mars, USA, 2015), ben esprimono i sentimenti ed i pensieri di un tale complesso quadro storico, soprattutto dei protagonisti di allora:

"There was a time when the persons who deserves the highest honors remained hidden to serve their country while the persons who were just actors got the best and high honors. We cant' blame'em obviously, that was their duty"
"moonwalker1966delta", Apollo 19 CMDR,
Messaggio YouTube a Luca Scantamburlo, 24 gennaio 2009

Questo mi fu anticipato da "moonwalker1966delta" addirittura il 24 gennaio 2009 (e già allora intuii qualcosa di importante, in relazione al primo sbarco sulla Luna), e confermato in dettaglio soltanto nell'anno 2011, nel corso dei nostri contatti di messaggistica di YouTube. Il Comandante di Apollo 19 mi confidò allora che questa potrebbe essere un'altra grande rivelazione per "everyone who deserves to know the truth".
Per quanto riguarda il presunto ruolo della General Electric nella costruzione del razzo vettore che avrebbe portato astronauti militari sulla Luna già nel 1966, in gran segreto, faccio notare che nella letteratura dedicata alla missilistica ed all'astronautica, la General Electric è menzionata più volte: ad esempio fu una delle prime aziende dell'industria aerospaziale coinvolte nei progetti della corsa allo Spazio e nei programmi missilistici della Difesa americana: alla fine degli anni'50 viene citata come la società incaricata della costruzione degli ordigni di propulsione del primo satellite artificiale americano (cfr. pag. 269, Missili e satelliti. prime tappe dell'astronautica, di C. Mennella, Sansoni, Firenze, I edizione novembre 1957, III edizione aggiornata, febbraio 1962). La farsa dell'Apollo 11 - narrata con una rappresentazione mediatica che avrebbe mescolato immagini autentiche (Programma Taurus, 1966) con immagini provenienti da un set cinematografico - si ricollega coerentemente con la "Simulazione Progetto Apollo", l'ASP (l'Apollo Simulation Project, NASA-DIA) di cui parlò Bill Kaysing nel suo libro. A mio avviso, mentre io non ho dubbi che gli equipaggi delle missioni Apollo 12, 14, 15, 16 e 17 raggiunsero la superficie lunare e vi misero piede - sebbene esistano delle mie riserve sui reali obiettivi di tali missioni e su quanto realmente fotografarono e filmarono - credo che la storia di Apollo 11 come una sofisticata messinscena recitata e trasmessa in mondovisione, sia una ipotesi più che plausibile.
Questa verità storica alternativa a quella ufficiale, potrebbe ben spiegare le enigmatiche parole pronunciate pubblicamente nell'anno 1994 dal Neil Armstrong (già astronauta con Gemini 8, prima di Apollo 11), durante una cerimonia commemorativa nel venticinquesimo anniversario dell'allunaggio di Apollo 11:

"[...] There are great ideas undiscovered, breakthroughs available to those who can remove one of the truth's protective layers"
Neil Armstrong
USA, 1994, NBC News, archivi video

A cosa ed a chi si riferiva Neil Armstrong quando parlava di "grandi idee non scoperte", e di clamorose scoperte disponibili a "coloro che sono capaci di rimuovere uno degli strati protettivi della verità"? Nella mia opinione le sue criptiche affermazioni, evidentemente nascevano da un obbligo morale che provava nell'intimo, e da un peso che si portava sulla coscienza da troppo tempo: in quanto uomo fedele ai giuramenti prestati ed alla bandiera sotto la quale aveva servito, era tuttavia consapevole che qualche importante verità storica veniva celata ingiustamente al pubblico, ed egli si sentiva pertanto in dovere di dare qualche indizio senza rompere il suo giuramento di segretezza. Forse proprio perché ne era stato diretto protagonista? I cittadini - specialmente statunitensi ma non solo essi - potranno se lo vorranno, rivolgere delle richieste formali tramite il FOIA americano (formulando una "FOIA request", cfr. Legge "Freedom of Information Act") alle agenzie federali ed agli enti governativi più opportuni, cercando informazioni su questi presunti programmi spaziali classificati del Dipartimento della Difesa USA: "Taurus Space Program" e "Project RedSun", rispettivamente aventi come obiettivo la Luna e Marte. Naturalmente io non garantisco che trovino qualcosa, né che vi sia qualcosa di interessante e che corrobori le sconcertanti rivelazioni da me divulgate; ma se anche un singolo documento cartaceo che confermi i programmi "RedSun" e "Taurus" - seppur censurato, magari al 99 % - dovesse emergere dagli archivi governativi e venisse ufficialmente rilasciato a seguito di formale domanda FOIA, sarebbe già un piccolo traguardo ed una vittoria per stampa libera e per quanti fra il pubblico desiderano conoscere la verità.

Luca Scantamburlo
10 aprile 2016
curatore ed Autore del sito
www.angelismarriti.it
saggista freelance membro delle associazioni: Free Lance International Press (Roma, FLIP);
International Association of Press Photographers (Miami, IAPP), Reporters sans frontières (Parigi)

Fine comunicato stampa - Segue un articolo di approfondimento sul progetto RedSun

il comunicato stampa è riproducibile integralmente a fini di critica e discussione,
purché sia garantita la firma e la nota di Copyright: © Luca Scantamburlo, 2016 - www.angelismarriti.it


Aggiornamento, 11 Aprile 2016
UN BREVE COMMENTO

A proposito delle informazioni che mi diede "John Moonwalker" sul veicolo spaziale "Apollo D-2" ideato dalla General Electric - riferendosi alla presunta prima missione di allunaggio della storia - c'è da dire che dovremmo specificare veicolo spaziale e non razzo vettore, come ho scritto nel mio comunicato stampa-testimonianza. Forse l'insider di YouTube intendeva usare l'espressione "Apollo D-2" in un contesto generico, in un senso più ampio, intendendo l'Apollo D-2 all'interno del razzo, in analogia alla capsula Apollo la quale era posta sulla cima del gigantesco razzo vettore Saturno V, prima del lancio. Comunque ho trovato che ben 12 industrie aerospaziali dell'epoca, furono invitate nel 1961 dalla NASA a proporre un contratto con uno studio tecnico-teorico di fattibilità per costuire un veicolo spaziale capace di andare sulla Luna e tornare sulla Terra.
Nel novembre 1961 la NASA scelse il progetto della North American Aviation, Inc. La General Electric (GE) effettivamente propose alla NASA nel luglio 1961 un progetto denominato proprio "Apollo D-2", la stessa espressione usata dall'insider che ha svelato il Programma Spaziale Taurus. Inoltre, ho trovato un indizio storico molto interessante, in cui la data del 1966 è chiaramente indicata, ed è coerente con la possibile data di allunaggio di cui ci ha parlato "John Moonwalker": infatti la General Electric a quel tempo era "[...] confident of achieving circumlunar flight by the end of 1966 and lunar-orbital flight shortly thereafter" (Si veda in proposito il libro Chariots for Apollo, di Courtney Brooks, James Grimwood, e Loyd Swenson, © Blackmash Online, 2002).
Sicché è possibile che i MIlitari statunitensi valutassero una grande idea il concetto di veicolo spaziale di rientro proposto dalla General Electric, rifiutato dalla NASA, un concetto che presentava più metri cubi di spazio abitativo e di lavoro per gli astronauti, rispetto al volume della capsula Apollo scelta dalla NASA, ed altri vantaggi, e così essi potrebbero aver sviluppato ed usato tale progetto in gran segreto per il loro "Programma Spaziale Taurus".

© Luca Scantamburlo
11 aprile 2016


APPROFONDIMENTI

IL PROGETTO REDSUN PER LA COLONIZZAZIONE DI MARTE
di Luca Scantamburlo

MARTE
Photo Credits: JPL/NASA,
MOC / MGS, 2004 

Riassumo a beneficio del lettore quanto da me già divulgato nell'anno 2011: nel corso del secolo scorso in piena competizione spaziale fra USA ed URSS, i primi uomini a mettere per primi il piede sul pianeta Marte sarebbero stati i due statunitensi Edwin E. Aldrin (oggi Buzz Aldrin) e Neil Armstrong, partiti da Terra in gran segreto nel 1970; proprio i due celebri astronauti annoverati dalla storia ufficiale come i primi uomini a camminare sulla Luna, nel luglio 1969 (Apollo 11). 
Ben 13 missioni spaziali avrebbero avuto luogo negli anni'70 del XX secolo alla scopo di costruire una base permanente su Marte, il Pianeta Rosso. Secondo la testimonianza dell'insider "bravoxsierra24" che prese contatti con me, il nome in codice del Progetto entro cui queste missioni furono sviluppate e portate a termine in ambito militare, fu "Project RedSun" (cioè "Progetto SoleRosso"), creato nel 1960 e concretizzato per la prima volta nell'anno 1970 (con la prima delle tredici missioni). Tale presunto progetto sarebbe nato dal precedente "Progetto Horizon" dell'Esercito Americano (U.S. Army) il quale avrebbe consentito - sempre secondo le sue parole - la costruzione di "una base permanente sulla luna".
Per quanto concerne il razzo vettore utilizzato per la prima missione marziana, a portare in orbita i 3 uomini verso Marte nel 1970 (due scesero sul suolo marziano, Aldrin ed Armstrong) fu un Saturno V modificato. Le successive missioni spaziali avvennero per mezzo di un razzo denominato Saturno VIII, "più simile allo Space Shuttle di gran lunga più pratico", commentò la mia fonte. Per quanto concerne la base di lancio, l'insider mi rivelò che essa fu ubicata in Sudamerica, in "una zona assolutamente isolata e segreta del Brasile". Per quanto riguarda le zone dove sarebbe stato ubicato il Controllo missione, Cocoa Beach in Florida sarebbe stata scelta per le prime 3 missioni, mentre per le seguenti, il Controllo della missione sarebbe stato approntato nella celebre area del Nevada nota come "Area 51".

Fin qui le discutibili voci degli insiders, da me raccolte. Queste informazioni da me divulgate per la prima volta nel 2011 sembrano incredibili, ma vediamo insieme qualche nota della storia ufficiale della razzotecnica e dell'astronautica: si pensi ad esempio al Progetto scientifico NERVA della NASA/AEC (1961-1972), gestito da un Ufficio di Washington, D.C. (lo SNPO), che dimostrò già nei primi anni '60 del XX secolo con test sperimentali condotti a terra - nel deserto nel Nevada - l'efficacia e la validità di un endoreattore nucleare progettato per la propulsione spaziale, ed ecco che il tutto - se non ancora convincente - potrebbe apparire perlomeno possibile. Una astronave a propulsione nucleare avrebbe accorciato di molto un viaggio verso Marte, che sarebbe stato raggiungibile in minor tempo (4/5 mesi) rispetto ad una propulsione con endoreattore a combustione chimica (8/9 mesi). Anche il "Project Rover" del Los Alamos Scientific Laboratory - attivo dal 1955 fino alla sua cancellazione nel 1972 - era ispirato ai medesimi principii. Un endoreattore nucleare scalda con il calore generato da reazioni nucleari a catena controllate, un fluido di lavoro facendolo espandere come gas di scarico, ad alta velocità, ed ottenendo così la spinta propulsiva per l'astronave. Il vantaggio risiede nel fatto che il gas allo stato liquido utilizzato è molto leggero - come l'idrogeno, ad esempio - e dunque con peso molecolare molto più basso rispetto ai propellenti chimici. Ne risulta un impulso specifico (Isp) misurato in secondi, dal 200% al 300% superiore all'impulso specifico di una propulsione basata sulla combustione chimica, dove il combustibile si combina chimicamente con il comburente - che deve essere portato a bordo dell'astronave, come ossidante - per diventare il propellente (si parla di endoreattori termici chimici). La spinta propulsiva ottenibile con un endoreattore nucleare accorcia di parecchio il tempo necessario ad un tragitto interplanetario e si ha anche il vantaggio - a parità di carico utile trasportabile - di molta meno massa di propellente da immagazzinare (non c'è necessità di immagazzinare comburente), e di un volo spaziale non necessariamente legato a finestre di lancio ottimali e ad allineamenti planetari favorevoli. Una riduzione del peso in partenza del razzo vettore con motore nucleare, può arrivare anche al 90%, rispetto ad un razzo con endoreattore termico a propellenti chimici. Le soluzioni disponibili sarebbero ad esempio un più efficente razzo vettore bistadio, chimico e nucleare, oppure un razzo vettore nucleare monostadio.
La tecnologia Rover/NERVA fu inspiegabilmente abbandonata e non messa al servizio della NASA in un programma operativo (ufficialmente per motivi di budget), durante i suoi programmi spaziali successivi. Se i test condotti a terra furono un successo, con minimi problemi di sicurezza del personale coinvolto (solo un incidente a causa di un'esplosione di idrogeno, con 2 feriti), non si capisce che senso abbia avuto investire denaro, tempo e risorse per poi abbandonare il tutto. Negli anni '70 la maggior parte degli investimenti della NASA furono infatti concentrati sul Programma Skylab e Space Shuttle. A meno che qualche altra Agenzia federale non abbia messo a frutto - segretamente - il successo conseguito con la tecnologia Rover/NERVA, od altra analoga a questa.
Merita di essere citato anche il "Project Orion" che coinvolse fra i tanti Stanislaus Ulam (che ebbe l'idea nel 1946, sulla base di pregressi studi di fine Ottocento sull'uso di impulsi esplosivi per dare la spinta ad un razzo), il celebre scienziato britannico Freeman Dyson (naturalizzato statunitense) e l'ingegnere civile ed aeronautico Carlo Riparbelli, italiano di Roma, già ingegnere alla Caproni (ove fu "chief designer"), e ufficiale nella Guerra di Libia. Il Progetto "Orione" era un progetto spaziale segreto il cui studio fu sviluppato inizialmente in USA presso la General Dynamics Corporation, e gestito dapprima dalla ARPA (divenuta in seguito DARPA), poi dalla USAF per sette anni ed infine dalla NASA. Fu declassificato parzialmente decenni fa ed esso prevedeva una astronave propulsa da una serie di esplosioni controllate di ordigni nucleari fatti detonare a distanza di sicurezza dalla astronave stessa, la quale avrebbe raccolto per mezzo di una sorta di piatto metallico circolare rivestito con materiale speciale (esempio grafite) - posto sul retro della astronave - l'energia del plasma ad alta velocità e densità liberato dalle esplosioni atomiche (dunque un veicolo spaziale ad impulso nucleare, capace di convertire l'energia di detonazione nucleare in energia cinetica). Questo fu il primo concetto di Propulsione ad Impulso Nucleare ("External NPP"). Poi ne seguirono altri. Con tale propulsione un viaggio verso Marte con 100 tonnellate di carico utile, avrebbe richiesto solo 125 giorni.
Lo stesso dr. Wernher von Braun - prima di uscire di scena dalla NASA - propose nel 1969 una missione spaziale verso Marte con 12 uomini di equipaggio: due astronavi viaggianti in tandem, propulse ciascuna da 3 motori nucleari NERVA, con partenza nel 1980 ed arrivo su Marte nel 1981. Ma già alla fine degli anni'40, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, von Braun aveva teorizzato il viaggio spaziale verso Marte, dando alle stampe uno studio tecnico e di fattibilità della missione (1949), anche se in tal caso nel suo progetto giovanile non era previsto un motore nucleare, ma motori con endoreattori chimici.

© Luca Scantamburlo
10 aprile 2016
www.angelismarriti.it

Acronimi
AEC: Atomic Energy Commission
ARPA: Advanced Research Projects Agency
NERVA: Nuclear Engine for Rocket Vehicle Application
SNPO: Space Nuclear Propulsion Office

Aggiornamento 16 apr. 2016
Bibliografia e Filmografia

Dyson, George, Project Orion. The Atomic Spaceship. 1957-1965, Penguin Books, UK, 2002.
Fishbine Brian et al., "Nuclear Rockets: To Mars and Beyond", Los Alamos National Laboratory.
Jacob, Frank, regista, Packing for Mars, documentario, Producer/Executive Producer Tonia Madenford, USA, 2015, www.PackingForMarsMovie.com
Kaysing, William "Bill", Non siamo mai andati sulla Luna. Una beffa da 30 miliardi di dollari,
Cult Media Net edizioni, 1997, traduz. di We Never Went to the Moon, USA 1987, I ediz. 1976.
Mennella C., Missili e satelliti. Prime tappe dell'astronautica, Sansoni, Firenze, I ed. novembre 1957,
III ediz. aggiornata, febbraio 1962.
Robotti, Aurelio C., Le vie dello spazio, ERI, Edizioni RAI Radiotelevisione Italiana, Torino, 1962.
Robotti, Aurelio C., Missilistica e Astronautica, UTET, Torino, 1964.
Scantamburlo Luca, Apollo 20. La rivelazione, Lulu Press, Inc, USA, 2010.
Schmidt G.R., Bonometti A., Morton P.J., "Nuclear Pulse Propulsion - Orion and Beyond",
NASA Marshall Space Flight Center Huntsville, Alabama, 36th AIAA/ASME/SAE/ASEE,
Joint Propulsion Conference & Exhibit, Huntsville, AIabama, 16-19 luglio 2000.
Sibrel, Bart, filmaker ed autore del sito Web www.sibrel.com; Sibrel, Bart, YouTube, canale video, documentario "A Funny Thing Happened on the Way to the Moon", ed il documentario "Astronauts Gone Wild"
von Braun, Wernher, dr., Project Mars. A Technical Tale, Apogee Books Science Fiction, Canada, 2006.
Traduzione in inglese del Lt. Cdr. USN Henry J. White.